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Di: Marco Tunice di venerdì 17 Novembre 2017 18:53

Digiuno controllato e Autofagia

Autofagia è il termine utilizzato per descrivere una serie di processi cellulari di tipo catabolico…. questi processi permettono alle cellule di eliminare componenti citoplasmatici danneggiati o divenuti inutili. Il meccanismo dell’Autofagia consente alla cellula, in un certo senso, di “reciclarsi” consentendo di ottimizzare la propria efficienza. Si tratta di processi particolarmente interessanti in quanto consentono la distruzione completa di cellule danneggiate o malfunzionanti come le tumorali, tant’è che lo studio e l’individuazione dei geni che regolano tali processi ha valso nel 2016 il Nobel per la medicina a Yoshinori Oshumi.

Il sottile equilibrio tra stimolo catabolico e anabolico regola la sopravvivenza di ogni forma di vita,  catabolismo è sinonimo di distruzione ma è anche il punto di partenza per il rinnovamento cellulare……. ogni aspetto dell’esistenza è caratterizzato da un susseguirsi di cicli che prevedono distruzione e successiva rigenerazione.

L’organismo crescerà finchè stimoli catabolici saranno “supercompensati” da processi di anabolismo, in là con l’età i cicli di rinnovamento cellulare rallenteranno…. la cellula diventerà sempre meno capace di “ottimizzarsi” con il conseguente accumulo di tossine/elementi danneggiati e perdita di funzionalità. In altre parole la cellula invecchiando tende a diventare una sorta di “accumulatore seriale” diminuendo l’utilizzo dei processi di rigenerazione.

L’Autofagia può comunque essere stimolata “affamando” la cellula.…. ad esempio il digiuno controllato diventa un sistema per mantenere attivi i processi di rigenerazione cellulare….. il digiuno ma anche gli sport di endurance, in buona sostanza tutto ciò che comporta un catabolismo, entro un determinato range, consente all’organismo di “bruciare” tutto ciò che è logoro o malfunzionante…. è un sistema per far si che cellule pericolose come le tumorali, che solitamente hanno una richiesta energetica maggiore rispetto a cellule sane, possano essere eliminate.

I metodi per mantenere vivo il rapporto tra stimoli distruttivi e rigenerazione è soggettivo, il digiuno non ha senso se è una tortura, meglio uno sport di resistenza con intensità e modalità da personalizzare…. anche il contesto ambientale ha la sua importanza, per rigenerare occorre fornire le condizioni opportune.… le metodiche scelte non possono essere delle forzature/carichi supplementari ad una condizione lavorativa/relazionale stressante.

Sulla base delle soggettive condizioni, il digiuno può essere impostato sotto forma di microcicli giornalieri o macrocicli mensili. Il microciclo giornaliero è dato dal consumare cibo in un periodo di tempo limitato, solitamente un terzo dell’intero arco della giornata, ad esempio, se si fa colazione alle 7.00 l’ultimo periodo utile per alimentarsi diventano le 15 del pomeriggio. Il microciclo settimanale settimanale può comprendere uno o due giorni di alimentazione limitata (con un solo pasto principale e qualche spuntino) mentre il macrociclo mensile prevede 2/3 giorni di digiuno stretto con l’utilizzo di acqua e qualche verdura ogni 3/6 mesi

Personalmentre non mi sento di consigliare una tabella piuttosto che un’altra dato che ognuno ha un metabolismo soggettivo, ma soprattutto ha delle condizioni lavorative/ambientali diverse…… la praticità personale è la prima regola a cui attenersi. Resta comunque da sottolineare come queste pratiche di benessere siano antiche come la nostra storia tant’è che sono incluse nelle principali religioni e sono parte del bagaglio del processo di adattamento all’ambiente. Processo un tempo condizionato dalla disponibilità alimentare….. processo che…. nei paesi benestanti…. ha un senso richiamare/ottimizzare per limitare i danni prodotti dagli eccessi alimentari come le sindromi metaboliche.

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